Indefinito
Nel cuore della nuova generazione del design italiano, Elia Maschio rappresenta una voce che unisce intuito artigianale e ricerca poetica. Nato a Bassano del Grappa e formatosi tra il Veneto e Milano, Maschio è il fondatore dello studio Indefinito, un laboratorio creativo che porta nel nome la sua visione: un design aperto, fluido, in ascolto del tempo e della materia.

A soli vent’anni, Elia si è già fatto notare per un’estetica originale, fatta di forme organiche, texture imperfette e luci che sembrano respirare. La sua lampada Segment, presentata al SaloneSatellite 2023, è diventata simbolo di un nuovo modo di progettare: modulare, sensibile e sensoriale. È composta da segmenti flessibili in vetro e metallo che si possono disporre liberamente, trasformando la luce in esperienza personale.

Accanto alla luce, anche il tema del corpo e dell’abitare è centrale nel suo lavoro. Il progetto Millebolle, un divano modulare che gioca con volumi morbidi e colori pastello, nasce dall’osservazione di forme naturali e dal desiderio di creare arredi accoglienti, quasi affettuosi. Tutto nel suo design comunica un’estetica non ostentata, che privilegia la relazione più che l’oggetto in sé.
Il lavoro di Maschio è profondamente legato alla materia, intesa non come semplice supporto ma come interlocutrice viva. L’argilla, il vetro, i tessuti grezzi diventano strumenti per raccontare emozioni, per dare forma all’imperfezione come valore. Un’eredità che arriva anche dal suo contesto familiare: il padre fotografo gli ha trasmesso una sensibilità per la luce e per l’immagine che si riflette in ogni sua creazione.
«Non disegno per stupire», afferma, «ma per accompagnare. Il mio lavoro vuole essere una pausa, un momento di respiro nel caos visivo di oggi». Ed è proprio questa sua delicatezza a renderlo unico: Elia Maschio non impone il suo segno, ma lo lascia affiorare, come una traccia gentile nella materia.
Con Indefinito, Maschio sta già collaborando con aziende e collettivi indipendenti, aprendo dialoghi tra arte, design e paesaggio. La sua visione è chiara: progettare non è riempire spazi, ma crearne di nuovi, più umani, più veri.
In un’epoca che premia l’eccesso e la velocità, Elia Maschio ci ricorda che anche nel design c’è bisogno di silenzio, di attenzione e di cura. E forse, proprio per questo, il suo linguaggio è già quello del futuro.
Fonti: Facebook, Yatzer, ADI, Indefinito, Archiexpo